sabato 12 giugno 2010

Caso Claps, «Restivo uccise da solo, mentre tentava di violentarla»

di Massimo Brancati

potenzaOmicidio volontario aggravato perché compiuto nell’atto di commettere violenza sessuale, per motivi abietti e con crudeltà. Il mandato di cattura europeo per Danilo Restivo, accusato di aver ucciso Elisa Claps, è pesante come un macigno. Se le accuse fossero confermate, l’uomo - già detenuto in Inghilterra per l’omicidio di Heather Barnett - andrebbe incontro all’ergastolo.

Nel mandato, scritto anche in inglese («European Arrest Warrant») e firmato dal gip del tribunale di Salerno Attilio Franco Orio, l’ipotesi accusatoria si «alimenta» dei risultati della perizia autoptica sul corpo di Elisa, realizzata dal prof. Franco Introna, anche se tra i tanti reperti catalogati per l’incidente probatorio non sono state trovate finora tracce biologiche di Restivo. Nel dettaglio l’accusa all’uomo è così formulata: «... perché dopo aver dato appuntamento alla giovane Elisa Claps nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza e dopo averla ivi incontrata, con un pretesto la induceva a seguirlo nei locali pertinenziali a detta chiesa, fino al sottotetto, dove dopo aver tentato un approccio sessuale con la giovane, venendo rifiutato, infieriva sulla stessa colpendola ripetutamente (almeno 13 volte) anche con un’arma da punta e da taglio con cui l’attingeva al torace fino a cagionarne la morte, dopo di che la trascinava in un angolo del sottotetto e qui, coprendola di materiale vario, tra cui delle tegole ivi riposte e materiale di risulta, ne operava l’occultamento del cadavere. Con le aggravanti di aver commesso il fatto per motivi abietti e per aver agito con crudeltà nei confronti della vittima. In Potenza, tra le 11.30 e 13.10 del 12 settembre 1993».

La crudeltà a cui fa riferimento il gip Orio è legata alle tredici coltellate (potrebbero essere anche di più) e, in generale, alle modalità dell’assassinio. Il killer colpì Elisa prima avendola davanti e poi mentre la vittima si accasciava. Secondo il medico legale, il carnefice stringeva nella mano destra un’arma da taglio, forse un coltello, dotato di una lama lunga circa cinque centimetri. Con il coltello colpì Elisa - che era davanti a lui e gli dava le spalle – prima al collo, poi alla parte anteriore destra del torace. I colpi furono inferti con un andamento dall’avanti all’indietro e da destra a sinistra.

Immediatamente dopo – emerge dalla relazione del professor Introna – vi fu il secondo momento dell’aggressione: mentre Elisa si accasciava in avanti, l’assassino infierì su di lei colpendola più volte alle spalle, sia nella parte destra sia in quella sinistra.

Il mandato di cattura europeo è ora in una fase di «attesa»: Restivo, infatti, non potrà essere sottoposto a estradizione in Italia fino a che non si sarà del tutto concluso il procedimento giudiziario attivato a suo carico in Gran Bretagna. Lo ha detto un portavoce del Crown Prosecution Service (Cps), vale a dire la Procura della Corona britannica. Una posizione che non ha colto di sorpresa i magistrati di Salerno, i quali confidano nei tempi brevi dei processi inglesi.

Ma nel mandato di cattura c’è anche un riferimento alle altre donne che Danilo Restivo avrebbe «tormentato» nel periodo dell’omicidio di Elisa. Alcune studentesse finite nel mirino del giovane (20enne all’epoca dei fatti) vivevano nel palazzo di fronte all’abitazione potentina di Restivo e venivano quotidianamente tempestate di telefonate e terrorizzate dalla voce anonima. Qualcuno sporse denuncia contro ignoti e il procedimento si esaurì ben presto: individuato quale autore delle telefonate, a Restivo fu inflitta una multa di 450 mila lire per molestie.

Gli orari cruciali di quella domenica

Questi gli orari cruciali di domenica12 settembre 1993, giorno della scomparsa e dell’omicidio di Elisa Claps.
A quello delle ore 13.40 fa riferimento il legale dell’ex pubblico ministero di Potenza Felicia Genovese per spiegare i motivi che non portarono al sequestro degli abiti indossati da Danilo Restivo, accusato dell’omicidio della ragazza.

Ore 11.10 circa Elisa Claps esce di casa in compagnia dell’amica Eliana De Cillis. La lascia poco dopo per incontrare Danilo Restivo.
Ore 11.30 Elisa e Danilo si incontrano nella Chiesa della Trinità di Potenza.
Ore 11.30 – 13.10 E' la fascia oraria nella quale i magistrati di Salerno collocano il delitto: Restivo sostiene che Elisa andò via dalla Chiesa intorno alle 11.45 e che lui restò lì ancora qualche minuto a pregare, poi cercò alcuni amici senza trovarli e si diresse verso casa.
Ore 13.15 circa Restivo è sotto la sua casa, dove incontra la sorella ed il fidanzato di lei. Si fa accompagnare in ospedale per la medicazione di una piccola ferita alla mano destra, che dice di essersi procurato cadendo in un cantiere di scale mobili in costruzione.
Ore 13.40 Un giovane, Giuseppe Carlone, dice di incontrare Elisa Claps in una strada del centro storico di Potenza. Saluta la ragazza che non gli risponde. A quell'ora, secondo gli inquirenti, Elisa è già morta. Restivo è in ospedale per la medicazione della ferita alla mano.
(art. Tratti dalla Gazzetta del Mezzogiorno)

Nessun commento:

Posta un commento