mercoledì 17 marzo 2010

Stanno usando sostanze tossiche nei pozzi per la ricerca di petrolio?

In un’area di falde freatiche le conseguenze potrebbero essere gravi

ENZO PALAZZO

• P O L I C O R O. «Ma il Dipartimento ambiente della Regione sa se si usano sostanze chimiche durante le perforazioni?». La domanda la pone il Comitato di Bosco Soprano contro la trivellazione di pozzo Morano a Policoro. Un pozzo estrattivo realizzato alle porte della città, in un terreno agricolo fertile, a ridosso di diverse case coloniche del borgo agricolo di Bosco Soprano, quasi nell’alveo del fiume Sinni, in un’area di sicura presenza di falde freatiche. Qualche giorno fa sono stati fotografati due camion nell’area della perforazione con su scritto “Trasporto di sostanze pericolose”. Nella stessa area del pozzo, durante le fasi esplorative di ricerca, oltre ad aver visto altri due insoliti camion (segnalati in un precedente articolo della Gazzetta) – forse adibiti al trasporto di esplosivi normalmente usati nella ricerca petrolifera – sono stati anche parcheggiati una settantina di fusti di polimeri che furono oggetto della ordinanza sindacale di rimozione n.3671 (ordinanza sospesa dal Tar di Basilicata a gennaio). Rimozione che non si è mai saputo se sia stata eseguita, o se i fusti, nonostante l’ordinanza, siano stati comunque utilizzati dalla società perforante, visto che senza polimeri sembra impossibile la perforazione di un terreno. Fusti la cui natura e il cui utilizzo sono stati descritti dalla stessa Gas Plus, la società titolare della coltivazione petrolifera di Pozzo Morano, solo in un secondo momento, dopo e non prima della contestazione cittadina all’estrazione di Pozzo Morano (contengono avapoli, polimeri sintetici, utilizzati in pratica per compattare e pulire il terreno). Sono sostanze sicuramente tossiche che si vanno ad inserire in un percorso di gestione degli idrocarburi, dall’estrazione alla pompa di benzina raffinata in auto, che è cancerogeno secondo lo Stato della California e secondo le maggiori compagnie petrolifere internazionali, firmatarie negli Usa di un warning di allerta sulla cancerogenicità della filiera idrocarburica. In una memoria depositata al Comune di Policoro, la Gas Plus, afferma che tutto il procedi mento è consentito dal Ministero per lo sviluppo economico ed è approvato dall’Unmig, Ufficio nazionale minerario e geotermia, ma ciò non tranquillizza i cittadini del Comitato. I quali vorrebbero capirne di più sull’uso e sulle conseguenze di questi polimeri, visto le contraddizioni emerse con il Dipartimento Ambiente della Regione che ebbe ad affermare in un comunicato stampa, ad agosto scorso, durante le prime contestazioni, che a Pozzo Morano, «si usa solo la tavola rotary a scalpello rotante e nessuna sostanza chimica».

Tratto dalla( Gazzetta del Mezzogiorno)