venerdì 19 dicembre 2008

Inchiesta “Petrolio, appalti e tangenti”: Nessun fumus persecutionis

Anche alla luce di quanto abbiamo potuto ascoltare nell’edizione odierna del Tgr Basilicata(18 dicembre, ore 14.00), riteniamo opportuno segnalare che sul sito dell’Associazione Radicali Lucani è stato recepito e pubblicato on-line il decreto di perquisizione e sequestro. E’ quanto mai opportuno che i cittadini italiani possano farsi un’opinione sull’indagine condotta dal PM Woodcock, attraverso la lettura integrale degli atti. Non è bene che un documento, attraverso il quale si chiede l’arresto di un parlamentare della Repubblica e in cui si parla di reati gravissimi commessi contro l’interesse della comunità lucana, rimanga cosa riservata alla lettura degli illustri membri della Giunta delle autorizzazioni a procedere. Occorre consentire agli inquirenti potentini e al Pm Woodcock di poter lavorare con serenità e senza essere sottoposti a pressioni e delegittimazioni. Continuiamo a ritenere che in questa regione il livello di corruzione della classe dirigente abbia superato da tempo il livello di guardia. Guardiamoci attorno e chiediamoci quanti sono gli amministratori che in questi anni si sono arricchiti, trasformando le Istituzioni in un pied à terre per se stessi, i loro famigli e i loro clienti. Forse basterebbe indagare su certe improvvise fortune ostentate da un ceto dirigente arrogante e tracotante. Al di là delle inchieste, quelle fatte, quelle insabbiate e quelle che mai si faranno, come si fa a non vedere che il ceto oligarchico partitocratico regionale ha sprecato un fiume di risorse pubbliche, negando opportunità di sviluppo? La gestione quanto meno clientelare del denaro pubblico, ed è cosa di non secondaria importanza, ha falsato il gioco democratico: troppe volte le risorse destinate allo sviluppo della nostra terra sono servite per ingrassare satrapi e vicerè, baroni e lacchè, portaborse e clienti. Assolutamente vero: c’è stata e c’è una degenerazione patologica dei rapporti esistenti tra soggetti portatori di interessi pubblici ed esponenti del mondo imprenditoriale. Ci auguriamo che certe dichiarazioni provenienti dalle austere stanze della Giunta per le autorizzazioni a procedere non siano propedeutiche a poter aprire ulteriori procedure di trasferimento, laddove, gioverà ricordarlo, ci sono in questa regione magistrati accusati di reati gravissimi che continuano a rimanere al loro posto. Siamo davvero stufi di ascoltare, ogni volta che si apre un’inchiesta sul malaffare, la trita e ritrita tesi del complotto mediatico. Verrebbe voglia, sentendo recitare certi copioni, di dire a lor signori: “Siete voi gli unici autori del complotto antilucano, con la vostra politica fatta solo di intrighi e bizantinismi.” Sul petrolio c’è un Pm che ipotizza episodi di corruzione e concussione, laddove, si potrebbe aggiungere, si fa fatica a capire dove inizi la corruzione e dove finisca la concussione, e viceversa. Lasciamoli lavorare senza buttarla in caciara. Da Radicale, da garantista tocca dissentire totalmente da certe valutazioni; e soprattutto intendo ribadire che non intravedo nell’inchiesta nessun fumus persecutionis, se non, ancora una volta, contro il Pm inquirente. Abbiamo l’impressione che per alcuni i problemi lucani siano connessi all’esistenza stessa di tutti coloro che svolgono un’attività inquirente. Il problema lo si potrebbe risolvere abolendo le Procure della Repubblica, almeno quelle dove ci sono inquirenti che svolgono il loro lavoro. ( Maurizio Bolognetti segretario radicali Basilicata)

2 commenti:

  1. si grida allo scandalo, l'unico che a capito che di persecuzione non si tratta è veltroni. duyrante il suo intervento dai giovani del pd è stato categorico, o si cambia o si fallisce. Anche se i vecchi volponi portano voti fuori dalle p..., questo e' ciò che Veltroni dice. In Basilicata sarà durissima, si era già tentato ma poi ...
    eccoli qua sul giornale.
    Montesano il solito manolesta
    del resto è DC

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  2. PD; DC ..... UNA SOLA PAROLA VERGOGNA!!!!!.

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