mercoledì 4 marzo 2015

UN centesimo per Pittella. Campagna di solidarietà per un condannato

I giornali parlano d’altro, il suo profilo Facebook è fermo al 27 febbraio, quello Twitter si limita a
cinguettare echi di supercazzole renziane. Dopo la condanna, il silenzio dei colpevoli è una strategia di attesa che aspetta che la tempesta si plachi e venga dimenticata.
“Inutile bussare quì non risponderà nessuno, il mondo l'abbiamo chiuso fuori con il suo casino. Una bugia coi tuoi, i pozzi piENI e poi, solo io, solo noi…"
Lo si sente cantare così Marcello Pittella e non dalla finestrella di un carcere come vorrebbero in molti, ma dalla scrivania della presidenza della Regione, dove una minoranza sempre più minoranza lo ha messo e da dove nemmeno i cannoni lo smuovono.
Così sembra sentirlo rispondere alla popolazione di una regione che non comprende e non approva le sue scelte politiche, che avrebbe diritto ad un minimo di risposta da parte di un presidente condannato per aver truccato i lauti rimborsi ai quali aveva diritto per sottrarre altro denaro pubblico. Così lo sentono canticchiare quanti chiedono un gesto di coerenza rottamatrice, quanti sollevano una questione morale, oltre che politica,  quanti chiedono legalità.

Insomma tutti lo sentono canticchiare allegramente così, tranne gli esponenti del nuovissimo centro destra, della vecchia Forza Italia e di un Pd al quale evidentemente ormai nemmeno le rottamazioni servono più per, non dico aggiustare il motore, ma almeno per verniciare la carrozzeria. Un Pd irrecuperabile, insomma, che solo la disorganizzazione e la mancanza di unità fra le forze di opposizione civili e politiche, potrà risparmiare dallo scasso.
Un PD che tace in massa.
Diritti, legalitá, coerenza, questione morale, d'altronde per il PD ormai sono posizioni conservatrici del passato e "noi non possiamo frenare il treno delle riforme e dei riformisti destinati a sbloccare l’Italia”.
La nuova Italia che si sblocca e riparte ha bisogno di guide di un certo spessore, non possiamo consegnare la Basilicata e l’Italia ai vetusti paladini della Costituzione, agli ambientalisti, ai progetti innovativi di masse di giovani ignorati e condannati alla fuga o alla depressione da questo PD.
Sembra sentire in sottofondo la musicalità della voce idiota di Renzi (lo stesso giorno non condannato invece, perchè ritenuto incapace di capire…un altro “inconsapevole”): “Troppo importante rimanere invece di andare, stare invece di mollare, sostenere invece di distruggere, sulla supercazzola del precipitevolissimevolmente del 3% per cento non è Bruxelles, ma l’Italia, non sono i 4 comitatini ma i 2 Pittella (abbreviando si potrebbe scrivere P2 se non rievocasse una loggia superata), non sono i diritti dei lavoratori, ma i capitali stranieri che devono trovare convenienze da terzo mondo per investire quì, non è il piffero nè il puffo che ci possono fermare nè il diritto alla salute e alla democrazia, ma quello alla televisione e allo shopping che ci salverà”
Allora cosa dire? Che fare davanti al solito muro di gomma all'italiana?
Qualche anima pia, con un pò di tempo a disposizione da dedicare al volontariato, dovrebbe aprire un conto Paypal e attivare una campagna di solidarietà per Marcello Pittella. Dovremmo fare banchetti nelle piazze della Basilicata.
Non è giusto che il poverino ora rimetta questi pochi soldi: sono solo 6.319 Euro. E noi pensiamo che il presidente Pittella, con le sue scelte politiche, con la sua etica politica, con la sua strategia politica abbia sottratto al popolo lucano solo 6.319 Euro (la somma che la Corte dei Conti gli ha intimato di risarcire)?
No, questi soldi ce li mettono direttamente i lucani, popolo povero ma dignitoso e onesto (per la maggiorparte silenziosa). Questa elemosina simbolica la raccogliamo noi e magari non solo per Pittella ma anche per gli altri, come omaggio simbolico all'avidità dei nostri governanti.
Tratto da Karakteria