martedì 5 agosto 2014

Prove di fusione Policoro Scanzano

POLICORO – Molti ex amministratori della città di Policoro e di quella di Scanzano
Jonico si sono radunati nel castello baronale di Policoro per lanciare la proposta di fusione tra le due comunità joniche. L’idea è partita mesi addietro da Antonio Di Sanza e Mario Altieri, che poi ha portato la platea di già sindaci ad allargarsi anche a: Nicola Lopatriello, Otello Marsano, Vincenzo Di Cosola, Antonio Gallitelli, Filippo Mele, tutti presenti il 31 luglio alla prima uscita ufficiale. Durante la conferenza di presentazione è stato spiegato come le due comunità, confinanti tra di loro, hanno in comune molte cose: le stesse origini antiche della Magna Grecia e recenti della Riforma Fondiaria, le stesse dinamiche economiche, in primis l’agricoltura e servizi annessi, le potenzialità del turismo non ancora del tutto espresse. La proposta di fusione nasce dall’esigenza, in periodi di spending rewiew, di ottimizzare le risorse economiche ed umane per programmare così meglio lo sviluppo del territorio molto spesso emarginato dalla politica accentratrice di Potenza e dei Palazzi della Regione Basilicata.  E’ stato fatto rilevare come, se andrà in porto la fusione, aumenterebbero i trasferimenti statali al nuovo Comune e nello stesso tempo di come per tre anni si potrebbe raggirare la scure del Patto di stabilità che vieta le municipalità di spendere i soldi in investimenti se li hanno. La fusione, è stato rimarcato più volte, ha una valenza diversa dall’Unione dei Comuni. Con la prima ci sarebbe un Municipio ex novo, con un nome nuovo, mentre la seconda riguarda solo la gestione in alcuni servizi. Tale esperimento sarebbe stato sperimentato già da 57 Comuni, dalla cui fusione sono nate 24 municipalità soprattutto nel centro nord. La parte legale-amministrativa viene curata da Felice Latronico, già Dg del Comune di Policoro e Segretario generale oltre che della stessa città jonica anche di Montalbano. Nelle prossime settimane si daranno vita ai due comitati, Policoro e Scanzano, una serie di attività, soprattutto convegni, per diffondere il progetto tra l’opinione pubblica e raccogliere eventuali pareri anche discordanti rispetto alla proposta base. I proponenti come road map si sono dati il 31/12/2014 la scadenza ultima per portare le firme dei cittadini in entrambe le assise municipali, e subito dopo la loro presa d’atto sono previsti due referendum in entrambe le città e se il parere degli elettori sarà positivo toccherà alla Regione indire nello stesso giorno un altro e unico referendum finale sulla volontà degli elettori di dare corpo a tale proposta. Quattro/cinque anni è il tempo, calcolato dai proponenti, per terminare tutto l’iter prima di arrivare al Comune unico il cui nome potrebbe uscire da un concorso di idee tra gli studenti delle scuole.


Gabriele Elia