venerdì 4 maggio 2012

La Casta e l'emergenza sociale

 C'è stato un tempo, il tempo della ricostruzione, ogni italiano aveva un futuro anche se fatto di sacrifici. Gli operai sognavano un figlio laureato e, con molte privazioni, a tanti è toccata questa gioia. le famiglie sognavano una casetta e mattone su mattone, mutui e privazioni, anche questo traguardo è stato raggiunto. Il desiderio di una casa si è incuneato nella mentalità italiana ed è proseguito fino ai giorni nostri, ora moltissimi italiani possiedono due muri, ricompensa di tanti anni di lavoro e sacrifici. Anche i governi si erano dati da fare per aiutare un Paese, massacrato, a rinascere, ma col passare degli anni i governi sono diventati sempre più avidi, non ci sono più Presidenti che in tavola hanno solo un arancio o una mela da dividere con gli ospiti di riguardo. Ora si viaggia ad aragoste, pagate quasi nulla, a mille privilegi, i tempi di Guareschi sono finiti, i parlamentari viaggiano in aereo in prima classe e non su traballanti treni densi di fumo. ma è il progresso. Allora perchè questo progresso, questi vantaggi, li deve pagare il cittadino meno agiato. Perchè le pensioni di chi governa sono così grasse, mentre la vacca dell'operai deve essere così magra da non dare più latte? Il popolo è stanco di tasse, è stanco di gabelli che lo impoveriscono sempre più, non riesce a digerire lo sfarzo di chi dovrebbe essere a Roma per difendere i suoi diritti. come è possibile che certe immagini della vita reale non oltrepassino le porte del Parlamento? Si vocifera di disobbedienza civile, perchè siamo arrivati a questo punto? Domande che non ottengono risposte, e se risposte ci sono, sono evasive, spesso ipocrite, ma la realtà sono le pensioni, sotto i 500 euro, di chi ha pagato i contributi, contro i 550 di solidarietà agli extracomunitari. Anche in questo caso ci vorrebbe equità, una parola che riempie la bocca dei politici ma che non viene applicata. Abbiamo visto anziani alla Caritas, e per fortuna esiste, abbiamo visto persone che mettendo da parte l'orgoglio raccoglievando verdura a fine mercato, tra gli scarti. Ma come è potuto succedere che un popolo lavoratore, orgoglioso, che ha ricostruito un paese dopo una guerra e lo ha reso uno dei Paesi più industrializzati, si ritrovi in questo stato? Ed ora grazie all'IMU anche la più grande delle sue aspirazioni sarà tassato in modo pesante contribuendo all'impoverimento di un'intera popolazione.
Un anziano muratore mi ha confessato" maledetto il giorno che mi sono fatto una casetta, non sapevo che l'avrei costruita con tanti sacrifici per dare un contributo allo stato, pensavo che fosse mia. Peccato che quando morirò lascerò un debito ai miei figli" Parole amare, ma pensate siano esagerate? Tutti ci dicono che il lavoro di questo Governo è apprezzato, dai politici e banchieri forse, ma al bar davanti ad un caffè  si sentono solo lamentele e complimenti alle manovre nessuna. Presto la riforma della Sanità, tagliamo le spese, quanti altri gabelli dovremo sopportare perchè Noi si paghino i conti dello Stato, i costi della politica, le spese per mantenere un Parlamento che non ci difende? E non si sorprendano i politici se Grillo riempie le piazze, se gli autonomisti di ogni regione ingrossano le fila, scendano dai loro piedistalli e guardino la vita vera dove non ci sono lustrini, serate allegre, al massimo una pizza, dove non ci sono barche ne isole di proprietà, ma sono pochi soldi e un casa, speso di proprietà di una banca causa mutuo, che ogni italiano ha il diritto di avere e di non vedere schiacciata da tasse e imposte.
M.Teresa Armini