Un altro punto importante presentato dalla maggioranza in Consiglio è la facoltà da parte del comune del diritto di prelazione della quarta Farmacia. Scelta ritenuta strategica perché cosi come ha relazionato il sindaco, sarebbe una delle attività che giustificherebbero l’esistenza della società municipalizzata. Ma il diritto di prelazione era stata fatta dall' assessore del ramo, nei termini dei 60 giorni scaduti il 12 del c.m. tale procedimento non era corretta, in quando il bando prevedeva che l’opzione doveva essere deliberata dal consiglio e non dall’assessore dei servizi sociali. Ed è il consigliere Di Sanza a far rilevare tale incongruenza, non solo ma è sempre lui a suggerire le modalità per cercare di salvare il diritto di prelazione da parte del comune . Infine è lui a scrivere la delibera , la scena (terzo filmato) è eloquente, la maggioranza ha ritrovato il suo Leader , forse il comune ha perso il diritto di prelazione della farmacia. (cliccare due volte sul video per ingrandire l'immagine)
Relazione dell'assessore Trupo
Trupo farmacia
Caricato da Consigliocomunale
Intervento del consigliere Di Sanza
Di Sanza sulla Farmacia
Caricato da Consigliocomunale
Riscrittura della delibera sulla opzione per la Farmacia
Riscrittura della libera
Caricato da Consigliocomunale
Gli altri cosa hanno scritto?
Eleonora Cesario (la nuova Basilicata)
POLICORO – L’approvazione del bilancio di previsione 2008 al centro del consiglio comunale di Policoro, svoltosi ieri pomeriggio a Palazzo d’Ercole. Durante l’assise si è deciso di discutere congiuntamente dei primi tre punti all’ordine del giorno, ovvero le aliquote Ici, l’addizionale Irpef e il bilancio di previsione. Per quanto riguarda Ici e Irpef, sono rimaste intatte rispetto allo scorso anno perché l’attuale amministrazione, capeggiata dal sindaco Nicola Lopatriello, è stata eletta appena due mesi fa e non ha avuto il tempo per rivedere le due imposte. Revisioni che comunque ci saranno nel corso del mandato, per realizzare quanto annunciato nel programma elettorale. Stesso discorso per il bilancio, essenzialmente redatto dalla precedente gestione commissariale. Anche in questo caso l’amministrazione provvederà a modificarlo nel corso dell’anno attraverso lo strumento delle variazioni. . Critica l’opposizione. . A conclusione del dibattito i tre punti sono stati approvati con il voto favorevole della maggioranza e quello contrario dell’opposizione. Successivamente si è discusso dell’atto di indirizzo sul futuro della Società Multiservizi “Heraclea”, varata dall’amministrazione Di Sanza e avviata allo scioglimento dal commissario prefettizio. L’attuale amministrazione vuole invece recuperare il progetto della Muse affinché possa gestire diversi servizi municipali, dalla gestione del verde pubblico ai rifiuti solidi urbani. .
Gabriele Delia (Quotidiano della Basilicata)
La municipalizzata “Muse” non sarà sciolta
POLICORO - La società pubblica di servizi comunale “Multiservizi Eraclea Muse” non sarà sciolta. A sancirlo è stato il consiglio comunale di mercoledì sera in cui la maggioranza di centrodestra, con una deliberazione, ha stabilito di tenerla in vita dopo che il commissario prefettizio, Mariarita Iaculli, aveva deciso di cancellarla dal registro delle imprese della Cciaa. La municipalizzata venne ideata dall'amministrazione di centrosinistra nella passata e breve legislatura 2006/2007, con la presentazione di uno statuto e un capitale sociale di10mila euro, di un amministratore, lo stesso ex sindaco, Serafino Di Sanza, per la gestione dei servizi di competenza comunale: verde pubblico, servizi cimiteriali, spazzatura ecc. Solo che la maggioranza dell'Unione terminò anzitempo il suo mandato e la Muse venne congelata prima dell'avvento del vice prefetto, che decise di scioglierla definitivamente. Ora il centrodestra, con l'atto amministrativo dell'altro giorno, blocca quella decisione del commissario e la ripropone: «Sciogliere la società - spiega il consigliere Livia Lauria (An) e riproporla con le correzioni che noi volevamo avrebbe significato far passare molto tempo prima di crearne un'altra; oltre che sperperare denaro pubblico visto che è costata 25mila euro di consulenza da parte della passata Amministrazione. Siamo convinti che la gestione di house con opportuni accorgimenti servirà ad ottimizzare i servizi e a ridurre i costi». Di parere totalmente opposto è stato l'intervento del consigliere di minoranza del Pd, Antonio Di Sanza, il quale ha dichiarato: «Si tratta di un atto politico
ben preciso, che caratterizza questa amministrazione »; sostenendo poi: «Come non ci sia un piano industriale che garantisca degli utili per il Comune e quindi vantaggi per la cittadinanza ». Poi si è detto perplesso sulla tenuta dei servizi poiché strumenti come le municipalizzate in altre realtà non sempre hanno dato buoni risultati in termini di efficienza
ed efficacia del servizio, ed anacronistica rispetto alle nuove direttive regionali di abolizione delle Comunità montane e la nascita di città comprensori. Infine, ha criticato la scelta politica bollandola come di estrema sinistra e degno di un paese a socialismo reale, che dovrebbe essere lontana anni luce dall'idea di società del centrodestra. Più ottimista il sindaco Lopatriello, quando ha affermato che la Muse gestirà moltissimi servizi, tra cui trasporto pubblico, mense scolastiche, servizio
di raccolta dei rifiuti solidi urbani, oltre a quelli citati sopra, e per ultimo la farmacia comunale di prossima apertura nella zona Lido dopo otto anni di peregrinazioni: «Nei prossimi mesi studieremo come gestirla nel migliore dei modi rendendola uno strumento operativo e innovativo per questa comunità come accade in altri Comuni anche della stessa regione». Franco Labriola (Pd) ha criticato la maggioranza di incoerenza avendo votato contro la Muse, quando la propose il centrosinistra;
mentre Giuseppe Callà (An), ha difeso il centro-destra osservando come la Muse nasce pubblica ma poi sarà aperta all'ingresso dei privati, dunque diventerà società mista, “proprio come noi proponemmo all'ex maggioranza. Non fu un no pregiudizievole ma nel merito non fummo d'accordo».